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REDDITO ASD (associazioni sportive dilettantistiche)

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Il reddito degli enti non commerciali e quindi anche delle associazioni sportive dilettantistiche si compone delle seguenti voci:

1) REDDITI FONDIARI (reddito dei terreni e dei fabbricati non utilizzati come beni strumentali);

2) REDDITI DI CAPITALE (reddito degli investimenti finanziari esclusi quelli soggetti a ritenuta a titolo di imposta, come gli interessi su c/c bancario);

3) REDDITI DI IMPRESA (reddito imponibile derivante da|l’attività commerciale, come descritto nel paragrafo precedente);

4) REDDITI DIVERSI (tra cui rientrano gli introiti commerciali di natura occasionale).

In presenza di tali redditi, l’Associazione è obbligata all’adozione di un idoneo regime fiscale e all’espletamento di tutti gli adempimenti fiscali da questo previsto: nei prossimi paragrafi analizzeremo nel dettaglio gli adempimenti e le scadenze previste dal regime fiscale forfettario previsto dalla Legge 16 dicembre 1991, n. 398 (Disposizioni tributarie relative alleassociazioni sportive dilettantistiche).

Di seguito una tabella sintetica relativa gli introiti agevolati ai fini IVA (art.4 del DPR 633/1972) e/o ai fini IRES (art.148 Testo Unico delle imposte sui redditi):

Immagine 2

 

ATTIVITà COMMERCIALE DELL ASD

Per lo svolgimento della sola attività istituzionale è sufficiente la richiesta del Codice fiscale da parte dell’Associazione; mentre se si svolge abitualmente anche attività commerciale è necessario richiedere anche la Partita IVA. Si consiglia di richiederla successivamente all’acquisìzione del Codice fiscale in modo tale da poter utilizzare codici identificativi distinti per le due attività: il codice fiscale nei documenti inerenti l’attività istituzionale, la partita IVA per i documenti inerenti invece l’attìvità commerciale.

La domanda si presenta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato utilizzando il Modello AA7/10. E’ consigliabile verificare se il codice attività richiesto (codice ATECO vd. Cap.l par. 2,3) sia abbinato ad uno studio di settore, che dovrà poi essere compilato congiuntamente alle dichiarazione dei redditi.

Ottenuto il numero di Partita IVA, l’associazione sportiva dilettantistica deve scegliere un sistema contabile e predisporre i libri ed i registri da utilizzare in funzione del regime contabile prescelto. In sede di inizio di attività, la scelta del regime contabile dipende dai volumi di attività commerciale che si ritiene di raggiungere nel periodo di imposta.

La scelta del regime contabile non è definitiva: l’Associazione potrà optare successivamente per un diverso regime oppure potrà decadere dalla possibilità di utilizzare quello prescelto e rientrerà – ex lege -in un diverso regime.

 

IVA DA PAGARE

La Legge 398/1991 ha disposto per le associazioni sportive dilettantistiche (e in generale per tutte le associazioni senza scopo di lucro) un regime forfetario per la determinazione delle imposte sia ai fini IVA che IRES, oltre a rilevanti semplificazioni in termini di tenuta della contabilità. Possono accedervi le associazioni che non abbiano percepito nel corso dell’esercizio precedente proventi da attività commerciale di importo superiore a € 250.000,00 e le associazioni che intraprendono perla prima volta l’esercizio di attività commerciale che ipotizzano un reddito da attività commerciale non superiore al medesimo importo.

L’opzione deve essere comunicata all’ufficio SIAE territorialmente competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e all’Agenzia delle Entrate, barrando il quadro VO del primo Modello Unico Enc presentato.

L’opzione ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni caso, per almeno un triennio.

Le associazioni che optano per questo regime versano, ai sensi dell’art.74, 6° comma, del DPR 633/1972, le seguenti percentuali dell’lVA risultante dalle fatture/ricevute emesse:

- 1/2 (50%) dell”lVA incassata perla generalità dei proventi commerciali (es: biglietterie, pubblicita, prestazioni di servizi, etc.);

- 9/10 (90%) dell’lVA incassata perí proventi da sponsorizzazioni (la sponsorizzazione è la prestazione di natura pubblicitaria gra- zie alla quale immagine dello sponsor viene veicolata attraverso un evento organizzato/promosso dal soggetto sponsorizzato.

Vi rientrano, a titolo esemplificativo, linserimento del logo dello Sponsor nelle maglie che gli atleti utilizzano durante le manifestazioni sportive o nelle locandine della manifestazione sportiva);

- 2/3 (66,67%) dell’ IVA incassata per cessioni o concessioni di diritti di ripresa te evisiva.

L’imposta, calcolata con gli abbattimenti di cui sopra, dovrà essere versata entro i giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento mediante Modello F24, senza maggio- razione di interessi. Si evidenziano qui di seguito i codici tributo IVA da indicare nel Modello F24 di versamento dell’imposta. E’ prevista la possibilità di awalersi della compensazione. La norma prevede l’esonero dall’invio della dichiarazione IVA annuale e della comunicazione IVA, e si è inoltre esonerati dal versamento dell’acconto annuale.

 

IRES

L’imponibile IRES è costituito dal reddito d’impresa (compo- sto dal 3% deIl’ammontare complessivo annuale dei proventi commerciali al netto dell’lVA, dalle plusvalenze patrimoniali e dai corrispettivi derivanti dalle cessioni dei diritti alle prestazioni sportive), oltre che da eventuali redditi fondiari, di capitale e diversi (vedi Par. 1.3 del presente Capitolo).

Sono esclusi dal reddito d’impresa i premi di addestramento e formazione tecnica incassati dall’associazione sportiva dilettan- tistica, a seguito della cessione di un atleta che stipuli con una nuova società il suo primo contratto professionistico. Si precisa che tali proventi godono anche dell’esenzione IVA. Si ricordano qui di seguito gli introiti di natura commerciale che non concorrono alla formazione della base imponibile.Immagine

I proventi derivanti dai punti 1 e 2, pur non concorrendo alla formazione della base imponibile, concorrono alla definizione del volume d’affari per l’accesso o meno al regime agevolato IVA 398; per esplicita previsione invece il punto 3 viene escluso anche dalla determinazione del volume d’affari. Il reddito imponibile, così determinato, dovrà assolvere l’impo- sta sul reddito (IRES) nella misura del 27,5%.

 

FONTE WWW.UISP.IT GUIDA PRATICA

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