Sezione Palestre

Palestre e Istruttori.

LA SICUREZZA NELLE PALESTRE

norme-sicurezza

Gli adempimenti previsti dalla legge in materia di sicurezza

nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n.81/2008), riguardano anche le

associazioni sportive dilettantistiche e sono diversamente

definiti a seconda della tipologia di collaborazioni di cui

l’associazione beneficia.

Volendo semplificare una materia complessa, la sicurezza nei

luoghi di lavoro impone anche alle associazioni l’obbligo di:

1. elaborare il documento di valutazione dei rischi ed

implementare le misure necessarie a prevenire detti rischi

nella gestione delle attività e nell’utilizzo della struttura;

2. garantire una corretta informazione sui rischi;

3. conferire i diversi incarichi contemplati dalla legge

(responsabile del sen/izio di prevenzione e protezione dai

rischi, medico competente, addetto anti incendio e primo

soccorso) e garantire la formazione dei relativi incaricati;

4. garantire la formazione della generalità dei lavoratori

(come definita dal nuovo Accordo Stato-Regioni adottato il

21/12/2011).

Qualora l’associazione si awalga della collaborazione di

lavoratori subordinati, associati in partecipazione con apporto

di lavoro, collaboratori occasionali accessori, collaboratori

coordinati e continuativi anche a progetto (in questo caso

solo se prestano l’attività nel luogo di lavoro del committente),

si renderà necessario espletare tutti gli adempimenti previsti

dalla legge.

Nel caso in cui l’associazione si awalga esclusivamente della

collaborazione di:

1. lavoratori autonomi (intendendo tali solo i titolari di

partita iva ed i lavoratori occasionali),

2. volontarie

3. percettori compensi sportivi (alla luce dei chiarimenti

forniti dal Ministero del Lavoro nella risposta al quesito

del 1 settembre 2010 inserito nelle FAO pubblicate sul sito

istituzionale),

gli adempimenti diventano invece i seguenti:

a) i collaboratori sono chiamati ad utilizzare attrezzature

di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al

titolo Ill del Testo Unico, a munirsi di dispositivi di

protezione individuale e ad utilizzarli conformemente

alle disposizioni di cui al titolo Ill (rientrano tra questi, a

titolo esemplificativo, le scarpe anti infortunio), nonché

dovranno essere muniti di tessera di riconoscimento

con fotografia qualora svolgano l’attività in regime di

appalto o subappalto;

b) l’associazione dovrà fornire ai collaboratori dettagliate

informazioni sui rischi specifici esistenti negli

ambienti in cui sono chiamati ad operare e sulle

misure di prevenzione e di emergenza adottate in

relazione alla propria attività e, con riferimento ai soli

lavoratori autonomi, dovrà valutare “I’idoneità tecnico-

professionale” dei collaboratori in relazione ai servizi

affidati.

A prescindere dall’applicazione integrale, o meno, del citato

Decreto, è opportuno ricordare che resta in ogni caso in capo

alle associazioni il dovere di assicurare la sicurezza all’interno

dell’impianto sportivo dove viene svolta l’attività. Nel caso in

cui l’associazione utilizzi un impianto di proprietà di terzi, e

non si configuri come gestore dell’impianto medesimo ma

come mero utilizzatore, l’obbligo di garantire la sicurezza sarà

assolto mediante |’impegno a rispettare le prescrizioni d’uso

dell’Ente proprietario o del gestore che ne hanno valutato i

rischi ed hanno approntato le misure di prevenzione volte

alla gestione delle emergenze e degli incendi (in tal senso

Regione Veneto parere 22/06/2010).

Considerata poi la competenza legislativa concorrente

attribuita da||’art. 117 della Costituzione alle Regioni in

materia di ordinamento sportivo, tutela della salute e

sicurezza del lavoro, occorrerà inoltre tenere presente anche

le normative regionali eventualmente emanate in materia.

 

FONTE:  WWW.UISP.IT GUIDA PRATICA

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