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Palestre e Istruttori.

ENTRATE DI NATURA COMMERCIALE NELLE ASD (associazioni sportive dilettantistiche)

soldi

CONTABILITA SEPARATA

ll Testo Unico delle imposte sui redditi impone alle associazioni

(o meglio agli enti non commerciali) di tenere una contabilità

separata degli introiti di natura commerciale rispetto agli

introiti di natura istituzionale al fine di rendere più trasparente

la contabilità commerciale e di individuare più agevolmente

l’oggetto principale dell’ente ela sua reale qualificazione.

Tale obbligo può ritenersi correttamente realizzato utilizzando

distinti libri sociali per ciascuna attività (commerciale ed

istituzionale), oppure anche con un apposito piano dei conti

o prospetto di conto economico che distingua puntualmente

la natura delle registrazioni. A tal fine è molto importante

fare attenzione a|l’imputazione dei costi relativi all’attività

commerciale in quanto devono riferirsi in modo chiaro e

preciso all’attività che genera ricavi di natura commerciale e

non anche all’attività istituzionale.

Problematica è la collocazione dei cosiddetti costi “promiscui”,

cioè quelli riferibili sia all’attività commerciale sia a quella

istituzionale. Tra questi possono rientrare il costo del personale,

l’affitto, le utenze (acqua, luce, gas, telefono, ecc.) oppure i materiali

di consumo utilizzabili sia per l’una che per l’altra attività.

Per le associazioni che hanno optato per il regime forfetarío

della Legge 398/91, i criteri di imputazione dei costi promiscui

non incidono ai fini della determinazione delle imposte, in

quanto le imposte dirette e l’|VA vengono liquidate tramite

l’applicazione di detrazioni forfetarie, che esamineremo nei

successivi capitoli.

Per quanto riguarda |’imputazione dei costi promiscui, ai fini

contabili, tra i costi dell’attività commerciale si potrà operare

con il metodo proporzionale, prendendo come indicatore il

rapporto tra i volumi dei ricavi dell’attività istituzionale e quelli

relativi all’attività commerciale in riferimento al complesso

delle entrate. Non risulta invece problematica la distinzione

delle entrate.

 

VINCOLI

Per l’associazione sportiva dilettantistica ogni entrata ed

uscita di ammontare pari o superiore ad euro 516,46 deve

transitare da uno o più conti correnti bancario postali intestati

a||’associazione.

Il transito si intende effettuato correttamente quando sono

espressamente indicati l’erogante ed il percipiente, e pertanto

quando i pagamenti sono effettuati tramite bollettino di

conto corrente postale, bonifico bancario, assegno non

trasferibile, bancomat o carta di credito. Sono quindi esclusi

gli assegni ordinari, la cui destinazione finale non è certa e

trasparente. Tale modalità sono state stabilite per consentire

all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci

controlli.

La non ottemperanza degli obblighi di documentazione,

ossia se i pagamenti o versamenti superiori ad euro 516,46

sono stati effettuati con modalità diverse da quelle sopra

previste, comporta la decadenza dalle agevolazioni previste

dalle disposizioni della Legge 398/91 e l’applicazione delle

sanzioni di cui al|’art. 11 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n.471.

DOCUMENTAZIONE CORRETTA

Il rendiconto deve essere accompagnato da documenti

giustificativi di supporto (C.M. n. 124/E del 12/5/98): questo

vuol dire che per quanto riguarda i costi relativi alla sfera

istituzionale si avranno scontrini fiscali o fatture intestate

all’associazione con indicazione del proprio codice fiscale,

mentre per i costi relativi alla sfera commerciale si dovranno

avere solo fatture o documenti fiscali intestati all’associazione

con indicazione della propria partita |.V.A.

Per quanto concerne i ricavi di natura commerciale, la

documentazione da registrare nel rendiconto annuale consiste

nelle fatture emesse e/o nei corrispettivi iscritti ne|l’apposito

prospetto di cui al D. M. 11/02/1997 (si ipotizza in questo caso

specifico che l’associazione sia in regime contabile forfetario

della legge 398/91).

Per i ricavi istituzionali è necessario rilasciare ricevute recanti le

seguenti informazioni:

- i dati dell’associazione, ivi incluso il relativo codice fiscale;

- nome e cognome del socio (al fine di verificare e provare che

lo stesso è socio del|’associazione e conseguentemente

che l’introito risulta non soggetto ad imposte) owero nome

e cognome di chi sia tesserato al medesimo Ente locale 0

nazionale cui l’associazione risulta affiliata con indicazione del

numero di tessera (es: n° tessera Uisp);

- l’importo;

- la causale (es: quota di adesione, quota corso di tennis);

- l’indicazione che l’importo indicato sulla ricevuta rientra tra le

operazioni non soggette ad l.V.A. ai sensi de||’art. 4 comma 4

DPR n.633/72 e successive modificazioni.

Qualora l’importo della ricevuta superi € 77,47, su|l’originale

va applicata ed annullata una marca da bollo da € 1,81; sulla

copia, invece, va scritto che |’imposta di bollo è stata assolta

suIl’originale. Non deve essere apposta la marca da bollo sulle

ricevute emesse per la riscossione della quota associativa,

esenti dal tributo.

FONTE:  WWW.UISP.IT GUIDA PRATICA

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