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CONTROLLI PER LE A.S.D. E S.S.D.

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PREMESSA

 L’Agenzia delle Entrate (con Circolare n.18/2012) ha evidenziato come I’attività di controllo sul comparto degli enti non commerciali, delle ONLUS e degli altri soggetti che fruiscono di regimi agevolativi, solo recentemente pianificata in modo distinto ed organico, stia dando risultati molto positivi, registrando un importante salto di qualità nel 2011. Per poter consolidare questo trend positivo nel corso del 2012 e migliorare qualitativamente i risultati dell’attività di controllo, (l’Agenzia) ribadisce la necessità di adottare ogni iniziativa diretta ad assicurare che |’analisi del rischio di abuso dei regimi agevolativi in materia sia eseguita con la massima cura, utilizzando anche le informazioni contenute nell’e|enco CONI, ne|l’eIenco dei soggetti che hanno optato per il regime di cui alla Legge n. 398 del 1991, nell’elenco EAS, ecc… Appare pertanto essenziale che |’associazione imposti la propria gestione adottando tutti gli strumenti utili a tutelarsi, ivi inclusi quegli strumenti che non sono previsti come obbligatori dalla legge ma che risultano in ogni caso necessari per dimostrare l’effettiva natura associativa del sodalizio: non sono infatti infrequenti casi in cui viene contestata tale natura.

Si ricorda che “gli enti di tipo associativo non godono di uno status di ”extrafiscalità”, che li esenta, per definizione, da ogni prelievo fiscale, potendo anche le associazioni senza fini di lucro (…) svolgere, di fatto, attività a carattere commerciale (…) con la conseguenza che l’onere di provare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano l’esenzione è a carico del soggetto che la invoca, secondo gli ordinari criteri stabiliti da|l’art. 2697 cod. civ.” (in tal senso Corte di Cassazione sentenza 28005/2008). Normalmente gli accertamenti comportano le seguenti verifiche:

- lo statuto è a norma dell’art.90 della Legge 289/2002 ed a norma de|l’art.148, ottavo comma, del TUIR?

- l’associazione è iscritta nel Registro CONI ed eventualmente anche in altri registri?

- l’associazione è effettivamente democratica? I soci vengono convocati alle assemblee? Dai verbali è possibile dedurre una loro effettiva partecipazione? I componenti il Consiglio Direttivo risultano eletti dalla base associativa?

- i partecipanti sono soci o semplicemente fruitori di un senrvizio organizzato secondo logiche commerciali?

- vengono correttamente instaurati i rapporti di lavoro?

- dalla documentazione contabile è possibile evincere la trasparenza gestionale e la circostanza che l’associazione non persegue un fine di lucro?

- nella gestione del|’associazione si rawede una distribuzione indiretta di utili (sul punto cap. l par.1), anche in ragione di una valutazione complessiva dei parametri (come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 9/2009) che potrebbero invece essere singolarmente rispettati?

L’attività di verifica può essere realizzata anche grazie all’intervento della SIAE, in virtù della convenzione di collaborazione stipulata con |’Agenzia delle Entrate.

LIBRO SOCI

 Si ricorda che il rapporto associativo è un contratto in cui l’aspirante socio effettua una proposta (Ia domanda di adesione) che deve essere accompagnata dal prowedimento di accettazione ad opera dell’organo statutariamente competente (nella maggior parte dei casi è il Consiglio Direttivo ma è necessario verificare quanto previsto nel proprio statuto).

La tenuta del libro soci o elenco soci non è astrattamente obbligatoria ma costituisce strumento essenziale per dimostrare la natura associativa del sodalizio. Non sono previste modalità di tenuta del libro (non è in particolare necessaria la sua vidimazione o la sua numerazione) e potrebbe pertanto essere costituito dalla somma delle singole domande di adesione dei soci, corredate dalla delibera di ammissione del|’organo statutariamente preposto. Nel caso in cui |’associazione abbia adottato come propria la tessera Uisp (il che presuppone che tutti i propri soci siano anche tesserati Uisp e che detta volontà risulti da apposito verbale), il libro soci potrebbe essere costituito dalla parte superiore della tessera Uisp in cui sono presenti i dati anagrafici degli associati. La conservazione del modulo di adesione in cui traspare la volontà di aderire ad una ASSOCIAZIONE, con l’acquisizione altresì del consenso al trattamento dei dati, ivi inclusi quelli sensibili quali si configurano le informazioni contenute nel certificato medico acquisito e conservato dal|’associazione, risulta in ogni caso strumento di tutela principe per le associazioni.

Qui di seguito una possibile traccia di domanda di ammissione. La domanda di ammissione, unitamente alverbale di sua accettazione (verbale del Consiglio Direttivo o dell’Assemblea a seconda dell ‘organo preposto statutariamente a detto incarico), rappresentano gli elementi essenziali per dimostrare la costituzione del vincolo associativo. Qualora la competenza spetti al Consiglio Direttivo, quest’uItìmo può valutare di conferire la delega disgiunta ad uno o più Consiglieri purché lo statuto non preveda dei requisiti di ammissione a soci che implicano, necessariamente, una valutazione collegiale. In presenza delle delega disgiunta, il Consigliere delegato può sottoscrivere, per accettazione, la domanda di ammissione e perfezionare così il vincolo associativo.

VERBALI

 I libri o registri verbali contengono sinteticamente le delibere assunte dagli organi dell’associazione (es: assemblea e consiglio direttivo) e, su richiesta degli interessati, le opinioni dagli stessi espresse, soprattutto quando in dissenso rispetto alla maggioranza. Nell’awiso di convocazione dell’assemblea viene indicata normalmente la pr’ma e la seconda convocazione, affinché non si renda necessario procedere ad una seconda comunicazione qua ora l’assembIea non sia stata validamente costituita. Appare importante ricordare la necessità che risulti il verbale della prima convocazione affinché l’adunanza in seconda convocazione non sia considerata meramente strumentale ad aggirare il vincolo del numero minimo di soci presenti.

I verbali sono prima di tutto strumenti essenziali per tutelare i soci nei rapporti interni. Nelle associazioni prive di personalità giuridica (0 non riconosciute), delle obbligazioni risponde infatti chi agisce in nome e per conto de|l’associazione a prescindere dalla carica rivestita. Ciò significa che il “terzo” viene tutelato direttamente dal socio che ha contratto l’obbligazione. Il diretto interessato potrà, a sua volta, tutelarsi chiedendo ai soci, che abbiano votato per assumere |’obbligazione fonte di responsabilità, di rimborsare quanto anticipato al terzo. Nel caso di inadempimento degli altri soci, l’interessato potrà agire in giudizio invocando quanto risulta nel verbale in cui l’assemblea, o il consiglio direttivo, gli ha conferito mandato per assumere quella determinata obbligazione. L’associazione è in ogni caso obbligata a conservare la delibera assembleare di approvazione del rendiconto economico – finanziario o bilancio: in assenza di detto verbale è come se non esistesse il bilancio.

Si riporta qui di seguito una possibile traccia di verbale assembleare adatta per le associazioni che optano per un semplice rendiconto per cassa.Immagine3

CONTABILITA’ E BILANCIO

 Tra le clausole che l’associazione sportiva dilettantistica deve inserire nello statuto al fine di accedere ai benefici fiscali, c’è anche l’obbligo di redigere ed approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie. Tale obbligo è riferito sia all’attività istituzionale sia a quella commerciale, indipendentemente dal regime contabile adottato. Il rendiconto deve riassumere le vicende economiche e finanziarie dell’associazione, in modo da costituire uno strumento di trasparenza e di controllo dell’intera gestione economico e finanziaria dell’associazione. L’obbligo è imposto con una formulazione volutamente generica, e ciò al fine di evitare agli enti non commerciali adempimenti eccessivamente onerosi. Il rendiconto può essere redatto con qualsiasi metodo e secondo qualsiasi schema, purché conformi ai principi della tecnica contabile (chiarezza, trasparenza e veridicità). ll rendiconto dovrà essere approvato da|l’assemblea ordinaria dei soci nei termini statutari e comunque non oltre i quattro mesi dalla chiusura del|’esercizio, termine prorogabile a 180 giorni per motivate esigenze.

E’ importante sottolineare che non solo la mancata redazione, ma anche la mancata approvazione del predetto rendiconto determina la decadenza dalle agevolazioni fiscali. E’ dunque indispensabile che l’associazione sportiva proweda annualmente alla convocazione de||’assemblea dei soci per l’approvazione del rendiconto. E’ buona prassi evidenziare nella relazione anche eventuali esposizioni debitorie per mutui o prestiti non ancora rimborsati alla data di chiusura dell’esercizio unitamente ad un elenco dei beni di proprietà dell’associazione.

 PRIMA NOTA

 Al fine di giungere alla redazione del rendiconto economico finanziario di fine esercizio risulta opportuno predisporre un sistema di rilevazione delle movimentazioni economiche dell’associazione. Tale sistema di rilevazione può consistere in un registro di prima nota, sul quale annotare tutti i movimenti in entrata ed in uscita awenuti nel corso de|l’anno sociale. Sul registro, che non deve essere vidimato e che può pertanto essere tenuto in forma libera (a mano, utilizzando prospetti che si trovano in commercio o a mezzo computer su foglio di lavoro Excel 0 altro), devono essere annotati periodicamente tutti i movimenti economici in entrata ed in uscita.

La predisposizione del rendiconto consisterà ne||’aggregare le voci di costo/ricavo simili per natura in un medesimo “conto”, andando così a comporre quel prospetto di esposizione per categorie omogenee che sarà il rendiconto dell’associazione. Per una corretta redazione del rendiconto di fine esercizio è necessario individuare quali operazioni devono essere rilevate ne|l’esercizio a cui si riferisce il bilancio. Esistono due principi di rilevazione contabili:

1. principio di cassa. Sono rilevati solo i costi e ricavi che hanno avuto effettivamente luogo entro la data di chiusura dell’esercizio sociale di riferimento. Tale principio, adeguato solo alle realtà associative di modeste dimensioni e complessità, dà luogo ad un rendiconto composto dal solo prospetto del CONTO ECONOMICO, integrato dal|’indicazìone dei saldi di cassa e banca/posta al giorno di chiusura dell’esercizio;

2. principio di competenza. I costi ed i ricavi devono essere contabilizzati nell’esercizio cui si riferiscono, indipendentemente dal momento in cui awengono i relativi incassi o pagamenti.Ta|e principio dà luogo ad un rendiconto composto da CONTO ECONOMICO e STATO PATRIMONIALE.

In aggiunta al rendiconto economico finanziario di fine esercizio è sempre opportuno predisporre una relazione sulla gestione dell’associazione, in cui si andranno ad esporre i principali eventi/decisioni che hanno prodotto il risultato economico.

RACCOLTE FONDI

Se l’associazione organizza una o più raccolte fondi è obbligata, oltre che alla stesura del rendiconto annuale, a redigere, entro quattro mesi dalla chiusura de|l’esercizio, un apposito e separato rendiconto per ogni raccolta fondi.

Da questo documento devono risultare in modo chiaro e trasparente, anche a mezzo di una relazione illustrativa, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. L’obbligo di questo rendiconto è assoluto, nel senso che è indipendente dal verificarsi delle condizioni di tassabilità dei fondi. Non sono previste formalità particolari per la predisposizione del rendiconto, che va tenuto e conservato ai sensi de||’art. 22 del DPR 600/73. La suddetta rendicontazione deve essere tenuta e conservata fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta.

 5 X MILLE

Le associazioni che hanno beneficiato dei contributi del 5xmille sono tenute a predisporre la relativa rendicontazione entro un anno dal momento in cui i fondi vengono corrisposti. L’obbligo sussiste con riferimento ai contributi relativi alle annualità 2006 e successive per le organizzazioni che abbiano presentato la domanda come “associazioni sportive dilettantistiche” mentre per le organizzazioni che abbiano presentato la domanda ad altro titolo (es: in qualità di organizzazioni iscritte nel Registro delle associazioni di promozione sociale) l’onere sussiste con riferimento ai contributi legati a||’anno finanziario 2008 e successivi. Quanti redigono il bilancio secondo le “Linee guida e schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli enti non profit”, fornite dal|’Agenzia per il Terzo Settore, non saranno tenuti ad effettuare ulteriori adempimenti: nel bilancio risulterà già, in modo chiaro ed inequivocabile, la destinazione della quota del Sxmille percepita, eventualmente anche per mezzo di una relazione che descriva nel dettaglio le attività svolte ed i costi sostenuti. Gli altri potranno utilizzare lo schema consigliato dal Ministero.

Le linee guida e lo schema sono consultabili sul sito del Ministero del Lavoro, nella nuova sezione AREA SOCIALE, ultimamente arricchita con la documentazione della soppressa Agenzia per il Terzo Settore. Si evidenzia che i documenti giustificativi devono essere annullati da apposita dicitura attestante che la spesa è stata sostenuta con la quota del “5xmil|e dell’lrpef” percepita per |’anno di riferimento. ll rendiconto e gli allegati devono essere conservati, unitamente ai giustificativi di spesa, per almeno dieci anni presso la sede legale ed essere messi a disposizione del personale amministrativo incaricato di ispezionarlo. I sodalizi che abbiano percepito come contributo del Sxmille un importo pari o superiore ad € 15.000,00 per il 2008, ed un importo pari o superiore ad € 20.000,00 per le annualità successive, sono tenuti a trasmettere il rendiconto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali mediante raccomandata (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali D.G. per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali- Divisione I, Via Fornovo n.8, 00192 Roma) o mediante posta elettronica certificata (PEC) del rappresentante legale, all’indirizzo dgvolontariato@mailcert.lavoro.gov.it. Al messaggio è necessario allegare il rendiconto nella forma consigliata dal Ministero o in altra forma, come quella del bilancio redatto secondo le indicazioni del|’Agenzia per il Terzo Settore.

FONTE WWW.UISP.IT GUIDA PRATICA

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