Sezione Palestre

Palestre e Istruttori.

APRIRE UNA PALESTRA

Nuova_apertura-tSa-500X0

Sono molte le persone che, in Italia, amano praticare attività fisica nel loro tempo libero, ad esempio per tenersi in forma oppure per perdere qualche chilo di troppo. Ecco perché il business legato alle palestre è in costante crescita, e per chi ha spirito imprenditoriale l’apertura di un centro per il fitness è senza dubbio una scelta valida ed in grado di regalare grandi soddisfazioni, sia personali che in termini di profitti.

Quello attuale è un mondo in cui l’aspetto fisico è molto importante, e questo fenomeno ha subito una notevole spinta da parte dei media che incessantemente propongono immagini di celebrità in perfetta forma. Anche se spesso questo martellamento è da considerarsi eccessivo – e causa di problemi legati all’alimentazione o alla mancanza di autostima – l’esercizio fisico è diventato per molte persone un’esigenza irrinunciabile.

Non è solo l’aspetto esteriore a giovare della pratica di sport o palestra, ma anche e soprattutto la salute. Per tutti questi motivi, nonostante la crisi economica degli ultimi anni il business delle palestre non sembra aver risentito più di tanto della contrazione dei consumi delle famiglie.

Una delle regole d’oro nella messa a punto di una palestra commerciale è senza dubbio la ricerca della semplicità e dell’attività fisica svolta in modo ‘naturale’. Oltre a queste pratiche, la palestra può senz’altro offrire anche attrezzi e corsi più complessi, ma una base semplice e di facile apprendimento è imprescindibile.

Spesso chi apre una palestra è mosso dalla passione, magari perché già vi lavora o è appassionato di sport, e senza dubbio competenza ed esperienza sportiva sono requisiti fondamentali per lanciarsi in questa nuova attività. Bisogna comunque sottolineare che la passione, da sola, non sempre è sufficiente.

Per riuscire nell’impresa commerciale bisogna infatti possedere competenze organizzative e gestionali, e in particolare saper gestire i tanti aspetti burocratici, fiscali e finanziari che riguardano le palestre. Perciò, è bene affidare questi compiti a persone competenti come ad esempio manager, commercialisti ed altre figure professionali esperte in questi settori.

 

Oltre alle spese iniziali, che possono essere piuttosto onerose soprattutto se si acquistano macchine complesse, le spese di gestione negli anni a venire sono in genere piuttosto basse. Questo consente di far rientrare, in tempi relativamente brevi (in genere pochi anni) gli investimenti iniziali e da lì in poi trarre interessanti profitti.

Una volta ben avviata, la palestra necessiterà di periodici interventi di manutenzione,riparazione o sostituzione delle macchine e delle attrezzature, ma sostanzialmente si tratta di interventi una tantum che non influiscono in modo pesante sul bilancio.

Le ore di lavoro giornaliere sono tante, dal momento che una palestra apre presto il mattino e chiude la sera tardi al fine di consentire anche a chi lavora di frequentarla. Senza dimenticare, inoltre, che una palestra di successo dovrebbe essere a disposizione dei clienti anche nei weekend, se non per tutto il giorno almeno in alcune fasce orarie.

 

Prima di aprire una palestra è necessario che il titolare sia in possesso di una partita IVA e che l’attività venga iscritta al registro delle imprese presso la locale Camera di Commercio.

L’apertura di una palestra o di un certo fitness può avvenire solo in seguito al rilascio di una specifica autorizzazione da parte del comune in cui si trova l’impianto. Per poter ottenere questa autorizzazione, il titolare della palestra deve dimostrare che la stessa risponda ai requisiti igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla legge.

Oltre alla normale licenza di agibilità della struttura, devono essere soddisfatti anche i requisiti relativi alla prevenzione di incendi. Tutte queste documentazioni riguardanti l’attività devono essere allegate alla Denuncia di Inizio Attività (DIA) da depositare presso gli uffici comunali competenti.

Inoltre può essere presente un direttore tecnico responsabile come punto di riferimento della struttura, mentre il personale che vi lavora deve essere in possesso di qualifiche o attestati di formazione che abilitino all’insegnamento delle palestre. Questi attestati possono essere, ad esempio, la laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive o il diploma ISEF, anche se esistono moltissime altre tipologie di diplomi professionali equiparati. È anche possibile impiegare nella palestra operatori come:

  • Tecnici del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI)
  • Tecnici delle federazioni sportive nazionali affiliate al CONI
  • Tecnici degli enti di promozione sportiva
  • Professionisti in possesso del diploma di personal trainer o equivalenti

Il titolare della palestra deve inoltre provvedere alla stipula di una polizza che garantisca ai frequentatori dell’attività commerciale, ma anche al personale che vi lavora, una adeguata copertura assicurativa in caso di infortunio.

Ancor prima delle caratteristiche della struttura, che senza dubbio sono importanti per ilsuccesso commerciale della palestra, il primo aspetto da considerare riguarda la sua ubicazione. Dal momento che la maggior parte delle persone usa l’automobile per i propri spostamenti quotidiani, al di fuori della palestra deve essere presente un ampio parcheggio, o comunque la disponibilità di posteggi liberi per strada. Il luogo ideale è ad esempio in periferia, lungo una strada di grande scorrimento o in prossimità dei centri commerciali, dove le possibilità di posteggio non mancano.

Una palestra ha bisogno di un adeguato spazio nel quale collocare le macchine e gli attrezzi per il fitness, destinando alcuni locali alle attività a corpo libero oppure ai corsi (ad esempio yoga, pilates, balli…). In virtù di questi fattori, e del budget a disposizione, è necessario scegliere un edificio che sia sufficientemente ampio per ospitare tutte le attività previste.

L’ideale sarebbe trovare uno stabile già pronto ad essere impiegato, o che tutt’al più necessita solo di interventi minimi di adeguamento o ristrutturazione. Sarebbe preferibile che la palestra si estendesse su un unico piano; qualora ciò non fosse possibile, è necessario collocare al pianterreno i macchinari più pesanti e le eventuali pedane per la pesistica.

Le dimensioni dei vani destinati ad ospitare le macchine devono essere attentamente considerate, in modo tale da poter collocare un numero adeguato di attrezzature senza che le stesse siano addossate l’una all’altra. Tutti i locali devono essere debitamente illuminati, preferibilmente con la luce naturale che oltre a ridurre i consumi energetici è anche più gradevole rispetto all’illuminazione artificiale.

Finestre ampie e luminose sono indicate soprattutto nei locali dove ci si dedica ad attività prolungate sul posto, come ad esempio cyclette, tapis roulant o ellittiche, dal momento che consentono a chi le pratica di distrarsi guardando fuori. Anche l’aerazione è molto importante: il corretto ricambio d’aria consente l’ossigenazione degli spazi interni, la dispersione dell’umidità e l’eliminazione dei cattivi odori che inevitabilmente si vanno a creare quando si praticano attività fisiche.

Il progetto della struttura deve prevedere spogliatoi ampi e luminosi, all’interno dei quali collocare armadietti a parete, panchette, specchi ed altri oggetti e complementi d’arredo. Il numero delle docce e dei servizi igienici deve essere adeguato all’afflusso previsto di clientela, e consentire alle persone di lavarsi in tempi brevi anche quando la palestra è frequentata da molte persone. Se il budget a disposizione lo permette, la palestra può essere anche dotata di sauna, bagno turco oppure di un vero e proprio centro benessere che eroghi ai clienti massaggi e trattamenti di bellezza.

 

Nelle diverse sale della palestra è consigliabile collocare attrezzature di facile utilizzo ed uso frequente, come ad esempio:

  • Macchine cardio (cyclette, bike per spinning, bike orizzontali, tapis roulant, ellittiche, stepper, vogatori…)
  • Abdominal Crunch: per addominali
  • Leg press, leg curl, abductor machine: per gambe
  • Arm curl, dip machine, lat machine, low row, shoulder press, arm extension: per braccia
  • Chest press, pectoral machine: per pettorali

In palestra deve essere presente anche una zona nella quale fare pratica coi pesi, da attrezzare con:

  • Pedana per l’assorbimento degli urti
  • Bilancieri
  • Pesi e dischi
  • Panche orizzontali ed inclinate
  • Multipower (“castello”)

Completano la dotazione della palestra anche accessori come:

  • Tavolette per riabilitazione e propriocettività
  • Palle gonfiabili
  • Tappetini per lo stretching
  • Elastici di diverso spessore
  • Step
  • Polsiere e cavigliere

 

Tante persone che frequentano abitualmente una palestra lo fanno anche per scaricare la tensione accumulata durante la giornata, e rilassare così corpo e mente. Alla luce di questo fatto, un aspetto da tenere in debita considerazione è il rapporto umano che questi clienti ricercano con il personale che lavora nella palestra. Il cliente infatti deve sentirsi ben accolto, gratificato e trattato con gentilezza, e trovando disponibilità e calore umano sarà sicuramente invogliato a ritornare in palestra.

Al contrario, una struttura per il fitness potrebbe essere dotata delle migliori macchine, ma se manca il rapporto interpersonale difficilmente si potrà ottenere la fidelizzazione del fruitore. Affinché i clienti siano trattati con cortesia, competenza e gentilezza è necessario che il personale impiegato nella palestra sia assolutamente appassionato del proprio lavoro, e questo vale sia per i receptionist che per gli istruttori di sala.

Soprattutto nei periodi iniziali è indispensabile puntare sul marketing per attrarre nuovi interessati e, auspicabilmente, farli diventare clienti abituali. Ecco perché è consigliabile rivolgersi ad agenzie specializzate nella comunicazione che possano mettere a punto campagne promozionali che prevedano affissioni pubbliche, volantinaggio o pubblicità su televisioni e quotidiani locali.

Un ottimo modo per invogliare la clientela a frequentare la palestra è proporre periodi di prova gratuiti o a prezzi scontati; molto apprezzati sono anche gli sconti sull’abbonamento che vengono concessi a chi porta in palestra un amico o un parente.

Fonte www.guidaconsumatore.com

 

Adempimenti economici

Per aprire una palestra occorre un buon investimento economico. Per il fitto o acquisto del locale giusto, per la messa a norma, per gli eventuali lavori di ristrutturazione, per l’acquisto dei macchinari e delle attrezzature che devono essere rigorosamente nuovi, funzionali, in ottimo stato e soprattutto il meglio che offre il mercato. Basta pensare che in media un tapis roulant può andare dai 3000 ai 12000 euro. Per avere agevolazioni fiscali conviene aprirsi una s.r.l. sportiva. Le palestresono inquadrate come attività artigiane ed è importante prendere informazioni sui siti istituzionali o alla camera di commercio. In generale, quindi, gli adempimenti economici necessari riguardano: fitto, ristrutturazione e messa a norma del locale( comprese caldaie e ascensori, docce, prese della corrente e impianto di aerazione e riscaldamento), costi per attrezzature, eventuali costi per servizi extra legati. I costi in genere sono di gran lunga superiori ai 10000 euro.

 

Adempimenti amministrativi

La parte amministrativa prevede l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al registro delle imprese presso la camera di commercio, denuncia di inizio attività (DIA) presso il comune dove è situata la palestra. Prima della denuncia di inizio attività, occorre aver già messo a norma gli ambienti per dichiararne la conformità, da allegare alla documentazione richiesta, assieme alle generalità del gestore e alla tipologia di attività che si svolgeranno. Occorre poi nominare un responsabile delle attività che dovrà essere diplomato all’ISEF o laureato in Scienze motorie. Questo cambia a seconda della legislazione regionale, occorre quindi controllare cosa dice in merito la Regione in cui si vuole aprire l’impianto. E’ importante, infine, la manutenzione degli impianti che deve seguire le indicazioni dei produttori.

 

Piano marketing territoriale e pubblicità

Per avviare un’attività come una palestra è indispensabile prima di tutto redigere un dettagliato business plan, dove occorrerà concentrarsi sui seguenti punti / domande:quante palestre ci sono nel territorio? Qual’è l’offerta e quali i costi delle rette? Posso permettermi prezzi concorrenziali? Cosa offrono queste palestre più della mia? Cosa posso offrire in più di queste palestre? Quanti servizi aggiuntivi posso inserire?

 Fonte news.biancolavoro.it

 

 PERCHÉ NON APRIRE UNA PALESTRA

 Quando la disperazione della disoccupazione si fa pressante, qualcuno vede nelle palestre una facile fonte di guadagno. Attività in proprio, esentasse… che pacchia, no? Niente di più lontano dalla realtà. I Centri spuntano come funghi, ma altrettanto rapidamente sono obbligati ad abbassare la serranda o a cedere l’attività.

La scelta innanzitutto è:

 

  1. aprire un Centro piccolo con relativamente pochi soldi, ma dove limitare fortemente il numero di attività e accontentarsi di conseguenza di un giro relativamente modesto di clienti cui far pagare una quota mensile modesta;

 

  1. aprire un Centro grande, con ingenti investimenti economici, dove svolgere più attività e ambire così ad un grosso giro di clientela cui poter chiedere un mensile più alto.

Quest’ultima ipotesi, oltre a richiedere investimenti spropositati comporta spese di gestione altrettanto onerose, per cui o si hanno i contatti giusti per riuscire a ottenere i finanziamenti appropriati oppure bisogna essere ultrabenestanti. Di conseguenza la scartiamo in questa sede e prendiamo in considerazione l’apertura di un centro di dimensioni più contenute.

Premessa fondamentale, i conti non si fanno sul mese ma sull’anno, perché la maggior parte delle palestre non lavora 12 mesi pieni, ma appena 7: luglio e agosto sono quasi sempre periodi di chiusura; giugno, settembre e dicembre sono mesi in cui BENE CHE VADA si lavora al di sotto del 50 per cento.

Per prima cosa occorre un investimento iniziale per allestire il Centro: attrezzi, pavimentazione, specchi, spogliatoi ecc. E nel caso della piccola palestra, questo è quantificabile in non meno di 70.000 euro (parliamo di attrezzi limitati in numero e non certo all’ultimo grido).

Quale giovane oggi ha da parte 70.000 euro per avviare un’attività? Direi nessuno, quindi restano due alternative. La prima è un finanziamento, magari agevolato, da parte di un ente pubblico. Ma mi giunge voce che anche per queste faccenducole occorra la famosa “spintarella’’

Perciò, se non si dispone di conoscenze che contano occorre scartare questa ipotesi e resta l’ultima soluzione: la famiglia. Se papà ti dà i soldini, puoi pensare di andare avanti col progettino. Se papà i soldini non li ha, puoi metterti a preparare la valigia e iniziare il tuo calvario di precario in giro per l’Italia.

Trovata la somma per l’investimento iniziale, bisogna ora considerare entrate e uscite. Partiamo dalle uscite. Ipotizziamo la formula più economica possibile, quella in cui l’istruttore di sala sia il proprietario stesso e gli altri insegnanti siano pagati con percentuale sugli iscritti (formula aberrante, ma unica via per poter pensare di stare a galla). Anche le pulizie vengono effettuate dal proprietario. Nessuna uscita di tasca dunque per pagare il personale. Ripeto, ipotesi estreme per abbassare il più possibile i costi.

Localizziamo l’attività al sud, dove le condizioni economiche della popolazione non consentono di poter chiedere grosse quote mensili all’utenza. Inoltre siamo a inizio attività e non possiamo pensare di piazzarci sul mercato con tariffe alte. Fissiamo allora una retta mensile di 30 euro.

Facciamo due conti:

  • utenza media mesi pieni: 150 iscritti (150 x 7 mesi = 1050 iscritti; 1050 x 30 euro = 31.500 euro)
  • utenza media mesi vuoti: 50 iscritti (50 x 3 mesi = 150 iscritti; 150 x 30 euro = 4.500 euro)
  • utenza media mesi chiusi: 0 iscritti (0 euro)

TOTALE ENTRATE: 36.000 euro/anno

E teniamo conto che i primi anni risentiranno dell’avviamento, per cui difficilmente si potrà contare da subito sul numero di clienti sopra ipotizzato. Ripeto, lasciate perdere chi va millantando di avere 1000 iscritti al mese, vi sta prendendo in giro.

Calcolate le entrate, occorre ora considerare le uscite. Se le entrate sono variabili, le uscite sono fisse. Significa che si pagherà anche quando non si lavorerà, come ad esempio nei mesi estivi. Tra le uscite la voce principale è il fitto. Serve un locale di una certa dimensione per allestire una palestra, non diciamo grandissimo ma non meno di 400-500 mq. Immaginiamo una città media, non un grosso centro ma nemmeno un paesino sperduto nei monti dell’entroterra in cui il fitto magari sarebbe bassissimo, ma di pari passo non consentirebbe di ambire a grossi numeri di clientela.

Aperta parentesi. In questo modo ci si sarà bruciati in partenza. Innanzitutto perché come dicevamo le palestre nascono come i funghi e quindi facilmente ci si troverà accerchiati da Centri più grandi e più alla moda. E poi perché con 400-500 mq si è costretti ad allestire una palestra “old style”, ossia sala pesi e non più di un’altra stanza dove svolgere un’attività per volta. Ricordatevi che al 99 per cento dell’utenza, della sala attrezzi non frega niente. Chiusa parentesi

Per un locale di quelle dimensioni avremo quindi:

  • fitto locale: 2000 euro/mese; 24.000 euro/anno
  • luce, acqua e altre utenze (mi tengo basso): 400 euro/mese; 4.800 euro anno

TOTALE USCITE: 28.800 euro/anno

RICAVO NETTO: 36.000 – 28.800 = 7.200 euro/anno

Cioè, 600 euro al mese.

Per un impegno lavorativo quotidiano di almeno 12 ore, il che vuol dire che si avrà giusto il tempo di dormire la notte. Per i pasti, tranne colazione e cena, ci si organizzerà in palestra stessa.

Dodici ore di lavoro al giorno (ore 10-22 dal lunedì al venerdì; ore 10-18 il sabato) significa 68 ore settimanali: 2.20 euro all’ora!

Non dimentichiamo che bisogna ammortizzare quei 70.000 euro iniziali, e con un guadagno netto di 600 euro mensili occorreranno oltre dieci anni per farlo. Come si camperà in questi dieci anni con ricavo netto zero, resta un mistero. Così come resta un mistero come si camperà dopo i dieci anni, quando finalmente ci si potrà “godere” tutti quei 600 euro…

Una via alternativa ci sarebbe, anzi due. La prima, per chi può permetterselo, è acquistare il locale, così che invece di buttare soldi in un fitto si versino in un mutuo; in questo modo se l’attività andrà male non ci si ritroverà con niente in mano. La seconda è aprire la palestra in un posto di mare, dove si possa lavorare anche in mesi morti come luglio e agosto; ma di solito un posto di mare non ha un bacino d’utenza largo quanto quello di un centro urbano, per cui si guadagnerebbe da una parte e si perderebbe dall’altra.

CONCLUSIONE

Questa è una stima piuttosto pessimistica di un attività che se svolta con giudizio e professionalità può comunque dare i suoi risultati sia dal punto di vista professionale che economico.

 

Fonte musolino.jimdo.com

Cosa pensi di questo articolo? Commenta e condividi!

Scrivi una recensione

Devi Registrarti per scrivere una recensione.

Potrebbe interessarti anche…

  • BODY BUILDING cos’è?

    Il BodyBuilding (Culturismo in italiano) o cultura fisica, è lo sport che tramite principalmente (ma non esclusivamente) l’uso di sovraccarichi (pesi) e un’alimentazione...

  • TRX, SUSPENSION TRAINING, FLYING cos’è?

    Il suspension training o “allenamento in sospensione” è una tecnica di allenamento funzionale basata sull’utilizzo di un attrezzo costituito da cinghie e...

  • M.E.T. metabolic electric training cos’è?

    Cos’è. M.E.T. è un’apparecchiatura tecnologicamente studiata per aumentare il carico metabolico durante una seduta di fitness; si basa su principi di...

  • 50 motivi per fare Attività Fisica

    01.    Aiuta a gestire meglio lo stress. 02.    Incrementa la forza e la resistenza muscolare. 03.    Migliora la capacità dell’organismo...

  • INTERVAL TRAINING cos’è?

    è un genere di esercizio fisico discontinuo che solitamente viene caratterizzato da una successione di esercizi alternando bassa e alta intensità intervallati.I...

STUDIO GRAFICO ETICHETTATI.it